Il paese di Tula visto dall'alto, con i tetti e la campagna intorno
Tula, con i suoi tetti raccolti e la campagna che comincia subito fuori dal paese.

A Tula, di solito, non si arriva per caso una seconda volta. La prima magari sì: si scende dalla statale che collega Sassari a Olbia, si intravede un braccio d'acqua che brilla fra le colline e si devia per curiosità. Poi ci si ferma. Tula è un paese di poco più di millequattrocento abitanti nel nord della Sardegna, in provincia di Sassari, appoggiato esattamente all'incrocio fra tre territori storici: il Logudoro-Monte Acuto, l'Anglona e la Gallura. Questa posizione di confine spiega quasi tutto: la pietra delle case, il paesaggio che cambia carattere ogni dieci chilometri, la sensazione di trovarsi in un punto di passaggio antichissimo.

Il paese: pietra, portali e tempo lento

Il centro storico si gira a piedi in un'ora scarsa, ed è l'unico modo sensato per farlo. Le case sono costruite con la pietra del posto e con il tufo, in toni caldi che al tramonto diventano quasi rosati. Fra le abitazioni più basse si aprono all'improvviso dimore alte e severe, con portali di legno intarsiato e rosoni in ferro battuto: sono i segni delle famiglie che hanno costruito la storia agropastorale e artigiana del borgo. Non c'è una lista di monumenti da spuntare. C'è invece un ritmo: le serrande che si alzano con calma, le panchine all'ombra, il silenzio pieno delle ore centrali, i saluti in logudorese che si incrociano per strada.

La parrocchiale è dedicata a Sant'Elena imperatrice: fu costruita nel 1898 in forme che guardano al romanico pisano e custodisce un polittico della Trinità. Sant'Elena è anche la patrona del paese, festeggiata in primavera con una celebrazione molto sentita; per le date e il programma aggiornato conviene fare riferimento ai canali ufficiali del Comune e della parrocchia, perché cambiano di anno in anno. Nella campagna comunale sopravvive poi una chiesa molto più antica, Nostra Signora di Coros, romanica, della prima metà del XII secolo, costruita alternando conci di trachite rosa e grigia: un frammento di quel romanico sardo che in questa parte dell'isola si incontra con sorprendente frequenza.

Il lago del Coghinas, il vicino di casa

Il grande protagonista del territorio è però l'acqua. Il lago del Coghinas, il maggiore invaso del nord dell'isola, si stende a pochi minuti d'auto dal paese ed è entrato da tempo nella vita quotidiana di Tula. Le rive sono coperte di macchia mediterranea e di tamerici, con boschi di leccio e sughereti a fare da cornice; nell'acqua vivono trote, carpe, persici, tinche e anguille, e infatti la pesca è una delle attività più praticate. Chi ama camminare o pedalare trova sponde e sterrati che si prestano a giri lunghi quanto si vuole; chi ama il birdwatching porti il binocolo, perché aironi e rapaci si osservano soprattutto nelle prime ore del mattino. Ogni anno, a inizio agosto, sulle rive del lago si tiene la sagra della carpa, una festa dedicata al pesce d'acqua dolce: anche in questo caso, per data e programma, meglio consultare i canali ufficiali degli organizzatori.

La campagna e l'altopiano di su Sassu

Alle spalle del paese si apre l'altopiano trachitico e calcareo di su Sassu, da cui lo sguardo corre sulla piana di Chilivani da un lato e sul bacino del Coghinas dall'altro. È una campagna di lavoro, non da cartolina: greggi, muretti a secco, sugherete, tancas recintate, strade bianche che si perdono fra le colline. In primavera l'erba è alta e verdissima e il profumo del cisto arriva prima ancora di vederlo; a fine estate tutto vira sull'oro e sul bruno. È il paesaggio giusto per una passeggiata al tramonto senza meta precisa, oppure per un giro in bicicletta lontano dal traffico.

Le pietre più antiche: sa Mandra Manna e i nuraghi

Il territorio di Tula conserva una stratificazione preistorica notevole. Il sito più importante è sa Mandra Manna, un'area frequentata per millenni che comprende una lunga muraglia megalitica, un protonuraghe a corridoio, una tomba dei giganti e soprattutto incisioni rupestri con motivi geometrici, fra le testimonianze più curiose della zona. Nelle campagne si contano poi diversi nuraghi e alcune domus de janas, le tombe scavate nella roccia in età neolitica, come quelle di Sas Concheddas al Monte Lidone. Sono siti in gran parte liberi e non custoditi: si raggiungono con strade di campagna, richiedono scarpe chiuse e un minimo di prudenza, e ripagano con un silenzio che vale il viaggio.

Come organizzare la visita

Tula si visita bene in mezza giornata, ma funziona molto meglio come base per il territorio: il lago è dietro l'angolo, l'entroterra della Gallura e il romanico del Logudoro si raggiungono in giornata, e le spiagge del Golfo dell'Asinara stanno a circa un'ora d'auto. Serve l'automobile, praticamente sempre. Se potete scegliere il periodo, la primavera e il primo autunno sono i mesi migliori: temperature miti, campagna nel pieno dei colori e paese vivo senza la calca dell'alta stagione.

Un consiglio pratico: fate scorta di acqua e carburante prima di infilarvi nelle strade di campagna. I negozi seguono orari da paese e non tutte le zone hanno copertura telefonica affidabile.

Noi viviamo questo ritmo tutti i giorni: la nostra casa è adiacente alla campagna ma a trecento metri dal centro, e la colazione è il momento in cui ci piace suggerire il giro giusto per la giornata, a seconda del tempo e della voglia di camminare. Se volete un'idea più precisa di cosa c'è intorno, date un'occhiata alla pagina dintorni.

Dormi a due passi dal centro di Tula

Il nostro B&B si trova in via Enrico Toti, in una casa adiacente alla campagna e a soli 300 metri dal centro del paese. Tre camere con bagno privato, colazione inclusa e parcheggio gratuito per partire ogni mattina alla scoperta del territorio.