Le creste granitiche del Monte Limbara al tramonto
Il granito del Monte Limbara, nell'entroterra della Gallura.

Ci sono giorni, nel nord della Sardegna, in cui il mare non basta. Sono i giorni giusti per salire sul Limbara: un massiccio di granito che si alza come un muro fra la Gallura e il Monte Acuto, coperto di boschi, disseminato di massi arrotondati e attraversato da sentieri segnati. Dalla campagna di Tula lo si vede quasi sempre all'orizzonte, ed è raggiungibile in auto con una salita che in pochi chilometri cambia completamente il paesaggio: si parte fra sugherete e vigne e si arriva a mille metri, fra felci e granito.

Un massiccio di granito, e si vede

Il Limbara è uno dei rilievi più importanti dell'isola e si estende sul territorio di più comuni, fra cui Tempio Pausania, Calangianus, Berchidda e Oschiri, segnando il confine naturale fra la Gallura e il Monte Acuto. La materia prima è il granito, e qui l'erosione ha lavorato per millenni: acqua e vento hanno scavato i tafoni, le cavità che bucano i blocchi dall'interno, e hanno arrotondato massi enormi fino a farli sembrare appoggiati per caso, in equilibrio precario, sul crinale. È un paesaggio che non assomiglia a nessun altro in Sardegna: severo e chiaro, quasi lunare nei punti più alti, e improvvisamente verde e ombroso appena si rientra nel bosco.

La vetta è Punta Balistreri, a 1.362 metri: il nome, secondo la tradizione, ricorda un fuggiasco di Tempio che vi si rifugiò nel Seicento. In cima ci sono le antenne che si vedono da lontano, e nelle giornate limpide il panorama ripaga la salita: la costa nord-orientale e la Costa Smeralda sulla destra, il profilo della Corsica davanti, l'Asinara a sinistra. Poco sotto la vetta si incontra la chiesetta della Madonna della Neve, costruita alla fine degli anni Novanta e ben inserita fra le rocce.

Vallicciola, il punto di partenza

Il cuore della foresta è Vallicciola, un pianoro attorno ai 1.050 metri, il luogo più frequentato del massiccio e la base naturale per le escursioni. Ci si arriva da Tempio Pausania seguendo la strada statale in direzione del monte e deviando dopo pochi chilometri verso l'indicazione per Vallicciola. Qui si trova un vasto arboreto, impiantato a partire dagli anni Trenta del Novecento su iniziativa del forestale Aldo Pavari, con numerose specie esotiche messe a dimora per studiarne l'adattamento: conifere e latifoglie che convivono con il bosco autoctono e regalano, in autunno, colori inattesi per la Sardegna.

La vegetazione cambia con la quota. Più in basso dominano il leccio e la sughera, poi arrivano i rimboschimenti di conifere; in alto, fra le rocce, si trovano i cuscini di Thymus herba-barona, il timo sardo, che rilascia un profumo intenso appena lo si sfiora, e i cespugli spinosi di Genista salzmannii, che d'estate coprono i pendii di giallo.

I sentieri e la mountain bike

La foresta è gestita dall'agenzia regionale forestale, che ha attrezzato una rete di sentieri segnalati con difficoltà e lunghezze diverse. Il più ambito è quello che porta alla sommità di Punta Balistreri, un percorso di circa dodici chilometri che richiede allenamento e mezza giornata piena. Più accessibile è l'itinerario dedicato ai tafoni, attorno ai nove chilometri, pensato proprio per osservare da vicino le forme del granito eroso. Altri percorsi attraversano i boschi e i piccoli invasi frequentati da uccelli acquatici, oppure scendono sul versante meridionale, verso le valli che guardano il Monte Acuto.

Per la mountain bike il massiccio è un terreno di gioco importante: strade forestali lunghe, dislivelli seri, fondo che alterna sterrato compatto e tratti sassosi. Non è un ambiente per principianti, soprattutto in discesa, e conviene informarsi prima sullo stato dei percorsi presso l'ente gestore, perché le condizioni cambiano con la stagione e con i lavori forestali.

Quando andarci e cosa portare

Il Limbara si visita tutto l'anno, ma con caratteri molto diversi. La primavera è la stagione ideale: fioriture, acqua nei ruscelli, aria limpida. L'estate è la scelta migliore per chi vuole scappare dal caldo della costa, perché in quota si respira; in luglio e agosto conviene comunque partire presto. L'autunno regala i colori dell'arboreto e una visibilità eccellente. In inverno può nevicare, e il contrasto fra la neve e il granito chiaro è uno degli spettacoli meno noti dell'isola: in quel caso, però, occorre verificare la percorribilità della strada.

In ogni stagione servono scarpe da trekking, una giacca a vento, perché in vetta il vento è quasi sempre presente e la temperatura scende parecchio rispetto al fondovalle, acqua a sufficienza e una mappa scaricata offline, dato che la copertura telefonica non è garantita ovunque.

Rispettate la segnaletica dell'agenzia forestale, non accendete fuochi e in estate prestate la massima attenzione al rischio incendi: è la regola più importante di tutte.

Dalla nostra casa di Tula il Limbara è una gita in giornata comoda: si parte dopo colazione, si cammina e si rientra la sera con il tempo di una doccia prima di cena. Trovate qualche indicazione in più nella pagina dedicata alla Foresta di Monte Limbara.

Dal lago alla montagna, con una sola base

Da Tula il Limbara è raggiungibile in auto e si visita comodamente in giornata. Nella nostra casa trovate colazione inclusa, parcheggio gratuito e tre camere con bagno privato per rientrare con calma dopo il cammino.